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21 september semplicemente peggioE’ così forse che deve andare, ritrovare il sorriso fuori per poi demolirsi dentro, tramutare in risata l’urlo di una pugnalata nel petto, tirargli dei pugni per soffocare qualsiasi rumore che possa tradire emozioni diverse da quelle che tanto faticosamente hai indossato, per compiacere gli altri, per far credere a te stesso che tutto va bene, che ormai è passato tanto tempo ed è cosa vecchia. Invece hai solo voglia di chiuderti in una stanza, tapparti le orecchie per non essere assordato dalle tue stesse urla che sentono solo le fredde pareti. E già, avete proprio ragione voi… E’ tutto passato… 16 september l'evoluzione ed io
La mia giornata da animale razionale comincia alle 10.50, per tutti i comuni e felici mortali (esseri umani ormai fuori dal contesto scolastico – che Iddio li benedica-) un’ora come tante, è vero, ma chi meglio di voi può capirmi quando dico che ogni giorno corpo e membra subiscono il processo evolutivo che ha impegnato le più vaste ere geologiche, solcate dai pigri passi di un australopithecus africanus, il quale si è lentamente trasformato in homo sapiens sapiens, nell’arco di sole 4 ore e 50 minuti, tempo che intercorre appunto dall’ora del mio risveglio (le 6 di notte) fino alle dolci 10.50, sancite dall’argentino suono di una campana un po’ stonata che preannuncia il tanto atteso quarto d’ora d’aria? Sono il miracolo della scienza, a me il Carlo Darwin fa un baffo! Ragazzi miei, so che posso ancora una volta contare sulla vostra comprensione quando vi dico che al tanto odiato suono della sveglia segue una danza scimmiesca, degna del gorilla incazzato nero a cui è appena stata rubata la femmina prescelta per il selvaggio accoppiamento in programma. Ovviamente non sono ancora abbastanza evoluta per connettere la mia rabbia al fatto che mi attendono cinque ore di spremitura di cervello, nemmeno so di possederne uno! Per questo vi spiego l’ira in un’ottica puramente basata sull’istinto primordiale degli esseri viventi (dall’invertebrato ermafrodita fino all’essere che domina la piramide alimentare), al momento non trovo spiegazioni altrettanto valide per giustificare la mia collera (notare come ancora non sono del tutto sicura del mio sesso…maschio o femmina? Bah…). Ed ecco che comincio a vagare per la casa, non so orientarmi, mi affido solo al mio olfatto, arrivo in cucina, sento odore di Nutella, ma una porta chiusa mi separa dalla crema del piacere. Che faccio? L’istinto è più forte della mia ignoranza e incompetenza: sempre strillando e danzando come il famoso gorilla provo a sfondare la porta, ma rimedio solo una gran testata. Eureka (per chi ama le citazioni)!!! Un oggetto stretto e appuntito potrebbe aiutarmi ad aprire quella porta… Sono diventata homo habilis! Ma un altro ostacolo mi blocca: il vaso di Nutella, la crema promessa, mi scruta dall’alto della mensola. Ancora una volta l’istinto sovrasta il mio limite, rappresentato ora dalla bassa statura e curva andatura. A furia di allungarmi e saltare, spinta dalla fame, mi ritrovo ad essere un homo erectus, con una fantastica colonna vertebrale e un grande stomaco tutto da riempire. Mi siedo, ora che ho superato la fase dell’homo habilis per me è uno scherzo aprire il vaso e tuffarvi la mia faccia (capitemi, non sono ancora sapiens). E si fanno le 7 di mattina. La notte è finita, è l’alba di un nuovo giorno per gli ominidi: sto piano piano scalando la catena alimentare, sto conoscendo il mondo e la natura, ma ancora non mi basta. La giungla stipata in quel lunghissimo rottame arancione dalle ruote enormi mi affascina molto più del freddo paesaggio mattutino. Decido di salirvi, è un delirio: c’è chi ancora non si è evoluto e danza in uno spazio vitale di 2x2 cm emettendo incomprensibili suoni, chi invece diligentemente e silenziosamente si dedica alla lettura di un buon libro di testo. Eh? Libro di testo? No, no, no, ora capisco dove stiamo andando, voglio scendere! Non faccio nemmeno in tempo a regredire allo stato di australopiteco che mi ritrovo seduta a un banco, davanti a me un libro, un foglio e una penna mi scrutano impassibili, nelle mie orecchie si fa strada una voce portatrice di nozioni che, senza che io me ne accorga, mi trasforma in homo sapiens, intelligente a sufficienza per capire che sono le 10 e mancano ancora ben 50 minuti all’intervallo. Che faccio ora? Mi soccorre il Brain Trainer della De Rosa, l’oggetto che rende possibile il completamento dell’evoluzione (in barba al Carlo). Passa il tempo, il mio cervello si sviluppa a vista d’occhio, tanto da far guadagnare un altro sapiens al mio nome, di cui vado già molto fiera. Che succede? Sento un suono simile a quello della sveglia di stamattina, ma questa volta non agisco per istinto: le mie tappe sono saggiamente studiate per far sì che in soli 15 minuti possa riprendermi dal e prepararmi al trauma del prezzo che dobbiamo pagare per essere migliorati e progrediti: la conoscenza forzata, nella totale e nostalgica coscienza (da buon essere razionale) che cederei il mio cervello e 20 delle mie 33 vertebre per chiudere gli occhi e sognare di aggrapparsi a liane battendosi il petto. 15 augustus non è giustoE' brutto perdere tutti i propri appoggi nel giro di poco tempo, è brutto stare male ancora, nonostante stia scrivendo dal posto più bello del mondo, meraviglioso sì, ma non abbastanza lontano per seminare quella malinconia che ormai riveste ogni cellula del mio corpo e ogni soffio della mia anima.
Non è giusto, dovrei essere felice ora, ma non ci riesco proprio, a vincere sono i soliti pensieri, ancora più caldi del sole, ancora più agitati del mare.
Non è giusto stare così, in fondo sono solo idiozie le mie, idiozie che però mi stanno straziando, lacerandomi dentro e riducendomi a brandelli.
Non è giusto guardare gli altri e vedere nei loro occhi brillant il mio riflesso spento, il mio sguardo perso nel vuoto, che sta percorrendo chilometri e chilometri per giungere sempre nello stesso punto dove ho lasciato tutto di me.
Non è giusto essere prima felici e poi tristi
Non è giusto stare male ancora
Non è giusto far fina di stare bene, sorridere e piangere dentro
Non è giusto vedere gli altri, fingere di essere felici per loro per poi maledirli tra i denti
Non è giusto che io pensi queste cose
Non è giusto che le pensi ancora
Non è giusto smettere di vivere perchè dentro si crede di essere morti
Sono una foglia ormai secca, stanca persino di essere trascinata da un rastrello.
Sono un pagliaccio che nasconde le sue lacrime
Non è giusto 04 augustus stufaNotti sole, unica compagnia quella solita melodia che dolcemente mi urla nelle orecchie quello che poi bussa prepotentemente al cuore, incessantemente mi ricorda che non c’è unità senza armonia delle parti. Sono solo una parte io, una sporca metà che ha abbandonato in quei giardini di gioia un piccolo, ma angolare frammento di sé, quel prisma che al cuore rifletteva i colori della felicità, lo stesso cuore che ora piange, dal grigio del suo cielo pompa gocce amare, lacrime che scorrono in ogni centimetro di un corpo ormai umido, consumato dai continui temporali, un corpo che arranca nel buio, che sbatte contro dure e fredde pareti, alla ricerca di quel pezzo che completerà il mio puzzle. Il sogno di ogni cuore è vibrare per i respiri che accarezzano la pelle, mani che ci guidano verso sentieri illuminati, mani che asciugano le sue lacrime. Il sogno di ogni cuore è che smetta di piovere e che, dopo una notte di tempesta, domani sia un nuovo giorno, coronato da un arcobaleno di calde sensazioni. 15 juli .....................Vedo il sole fare timidamente capolino nella stanza, attraversarla e illuminare il mio viso ancora assonnato e illuso da quei magnifici sogni che solo la notte ti può regalare. Un altro giorno comincia, chissà se sarà quello buono, quello in cui apri gli occhi, ti guardi allo specchio e vedi un sorriso stampato sul tuo volto ancora bagnato di lacrime, un fiore che cresce sulla nuda roccia. Stupida me: l’immagine riflessa è ormai la maschera di tutte le emozioni indossate, non mi riconosco più in nessun gesto che faccio. Tutto pare forzato, dettato da quell’assurda barzelletta di me, quella perfida burattinaia che manovra i fili dei miei pensieri e delle mie azioni e sciocca io che mi lascio trascinare da una mano che non è la mia. Arranco ad occhi chiusi, con estrema fatica in quel buio, forse mi fa comodo l’aiuto di una mano, perfida o benevola che sia e, abituata come sono a essere accompagnata, fatico non poco a staccarmi dai condizionamenti. Ci vorrebbe uno strattone per liberarmi da quella morsa, certo, sarà difficile poi avanzare da sola nel buio, ma ci vorrà poco ad abituarsi a procedere in compagnia della solitudine. Nemmeno la mia immagine riflessa potrà farmi compagnia, ormai assomiglia più a un’estranea che a me. Anche se un giorno dovesse tornare a sorridere, non la riconoscerei più. Non so se sia una condanna o un fluttuare di pensieri negativi, spero solo che prima o poi riuscirò a gettare queste maschere per scoprire che nulla sotto quelle terribili espressioni è cambiato e che sono pronta a mostrarmi ridendo senza più fingere di stare bene, perché sono felice veramente. 05 juli oggi è il 5 luglioEccolo qui il proverbiale “entusiasmo della partenza”: la valigia è ancora nel sottotetto, i vestiti da buttare in lavatrice, io svaccata sul divano e la mia voglia sotto di esso, insieme alla polvere. Ancora una volta qualcosa che dovrebbe entusiasmarmi mi butta incredibilmente a terra e mi succhia quella poca positività rimastami, ormai più in basso di così c’è solo da scavare, e allora scaviamo! La mia negatività ha assunto forme così tanto diverse dal comune che, paradossalmente, tange in qualche modo l’ottimismo. Bah (la mia parola preferita, in cima alla top ten delle più pronunciate da me seguita a ruota da “minchia” “che palle”), torniamo all’entusiasmo della partenza, almeno parlo di qualcosa che mi rende felice! Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaah, ormai parlo come una drogata, faccio dell’autoironia sulla mia condizione di misero puntino rotante condannato a girare nuda portando con sé una pietra enorme (per i più colti di voi, spero vi giunga alla mente l’immagine di Homer Simpson nell’episodio dei Tagliapietra). Questa non può essere la vita di una neomaggiorenne. Sono ancora troppo appesa a quel sottile filo che in qualche modo riusciva a legare il mondo reale, quello di “uff, bah, che palle”, a quello dove riuscivo a credere in qualcosa di simile alla magia. Una volta scoperto quel mondo, pur di non tornare dove si stava prima, si preferisce aggrapparsi a un filo, una flebile speranza, ma di sicuro si spezzerà prima o poi, sotto il peso di tutte le insicurezze e bagnato dalle troppe lacrime. C’è anche una porta su questo filo e a essa bussano i ricordi, quelli che stanno asfissiando l’aria che respiro, tutto in un equilibrio così precario da arrivare a pensare che forse sarebbe meglio avere il coraggio di mollare la presa, di precipitare a terra e guardare da vicino quello che si osserva dall’alto, confuso dalle nuvole della memoria attraversate da un vento di antiche parole, appesantite da un pianto fin troppo attuale. Sarebbe bello trovare un paio di ali per poter volare tra i ricordi, scorrere nuovi cieli tutti da scrivere e magari un giorno planare a terra, per poter contemplare dal basso, con sufficiente distacco, quante e quali porzioni di cielo sono riuscita a possedere. 18 juni certe cose sono talmente imbecilli da non meritare un titoloNon posso garantire che l’intervento non prenda, man mano che lo scrivo, un taglio lacrimoso, pedante, negativo, arrendevole e chi più ne ha più ne metta, nonostante i miei buonissimi intenti iniziali di scrivere qualcosa per occupare il mio cervello (quel che ne è rimasto) con pensieri leggeri. E appunto perché leggeri inesorabilmente voleranno via, come una piuma al vento, là dove si confonderà con le candide e soffici nuvole, che non riusciranno a oscurare quei macigni che mi stanno assalendo ormai da mesi… Ecco, l’ho fatto… Cinque righe fa mi ero prefissata di scrivere per distrarmi, non per indurmi ulteriormente all’ormai meditato, programmato, atteso, sperato, suicidiodatestatealmurofinchèlatestanonsispaccaindueeilcervelloiniziaavolareperlastanza. E, come mio solito, riesco a far sì che in sole cinque righe tutto cambi, dal positivo al negativo, dal bianco al nero, dal dolce all’amaro, dalla pasta al sugo da mangiarsi con la faccia immersa nel piatto al riso scotto cinese da ingerire chicco per volta con quelle odiose bacchette… Ecco una cosa peggiore di quelle che in quest’anno mi sono successe: le bacchette cinesi (e anche le giapponesi non si salvano mica!)… Sì proprio loro… Ma mi spiegate a cosa servono? Massimo le possiamo usare come stuzzicadenti nel dopo cena dopo, ovviamente, una full immersion con faccia e metà collo nel famoso piatto di pasta al sugo, per levare i pezzetti di pomodoro, oppure (sono rimasta folgorata da questo), per attirare l’attenzione del cameriere cinese o giapponese (un cin-cion rigorosamente sorridente e rincoglionito, anzi, sorridente perché rincoglionito), infilandogli una di esse con precisione proprio nel culo (scusate la finezza, ma rende meglio l’idea), dopo che, per l’ennesima volta, è passato dal nostro tavolo senza cagarci di striscio, nonostante le nostre imprecazioni dopo che l’unico chicco di riso che eravamo quasi riusciti a portare alla bocca ci è ricaduto nel piatto, sempre con quel suo sorriso da ebete e i suoi “glazie e alivedelci”, che, tra l’altro, inducono maggiormente il cliente a privarsi dell’unico mezzo a disposizione per mediare dal piatto alla bocca per riuscire nell’intento che ormai lo assilla da anni: distruggere i cinesi. Ma sono loro in realtà a distruggere noi: le loro bacchette in realtà sono un tanto folle quanto geniale piano di conquista: ormai i cinesi ci stanno assalendo: prima o poi tutti i ristoranti italiani chiuderanno perché sfrattati da quelli dell’Oriente, quindi saremo costretti a nutrirci da loro, i quali ci forniscono di quelle assurde bacchette per far sì che noi, a lungo andare, chicco non ingerito dopo chicco non ingerito, moriremo di fame. I più robusti verranno venduti come schiavi, quelli già in grado di utilizzare le bacchette uccisi per evitare che la nobile arte venga tramandata di padre in figlio, di figlio in nipote e così via. Chi sopravviverà alla fine? Colui il quale non si è evoluto, colui il quale è ancora dominato da quegli istinti animali che si credevano estinti da quando abbiamo acquisito la statura eretta: colui il quale nemmeno si accorge che gli sono state fornite le bacchette per mangiare, perché non appena ha fiutato qualcosa che rassomigli vagamente a cibo (cibo cinese, per l’appunto), si è letteralmente tuffato di testa nel piatto, fregandosene di tutto e di tutti. Morale: se fate le cose per bene verrete uccisi o vivrete di merda per l’eternità, se ci provate morirete comunque, allora fatele sempre col culo, così gli altri nemmeno ci perderanno tempo con voi e alla fine, avrete la pancia piena.
Beh, c’è stato un vero e proprio degenero di idee…Come possono in una testolina come la mia formarsi tutti questi inutili pensieri…Bah… non mi è molto familiare ultimamente il territorio dei miei pensieri, suscitano una ristretta gamma di emozioni che mi stanno strette, ma se mi servono a scrivere queste vere e proprie perle di saggezza ben venga… Se siete riusciti a leggere fino a qui senza mandarmi maledizioni o cercare miei capelli sui vostri vestiti per fare una bambolina voo-doo da attivare (ovviamente) con le bacchette cinesi rubate al ristorante, i miei più vivi complimenti… Mi aspettavo di scrivere qualcosa di più alto livello (a dire la verità il fine ultimo era quello di riportare la perla di saggezza della Giuseppina-Rosaria-ALFIA Cardile che ha affermato, con sdegno dei cinque presenti “E a mmmmè il latte mmmmi fa sssschiffooo… Da piccola anziccchèèè ciucciare latte, io ciucciavo le accccciùùùùggheeeeeeeèèè”. Ecco che il livello di codesto intervento, dallo zero, è precipitato al -20, come la mia media di matematica! Un bacione a tutti! 05 juni GRAZIEE un altro anno scolastico è ormai giunto al termine... Chi con risultati soddisfacenti, chi con profitti minori, ha finalmente (quasi!!!) concluso anche il quarto anno di questa prigione della felicità che i più osano chiamare scuola. Ma per fortuna, grazie, anzi, GRAZIE, a voi, la tortura quotidiana è stata allietata e quel briciolo di voglia di vivere ancora scorre nelle mie vene, insieme al sangue e alla linfa e a tutti i cataboliti della caprani (che se li infilasse in culo i suoi cataboliti), quella ormai antica voglia di ridere sempre e comunque ancora esiste e, in vostra presenza, prende il sopravvento sulla malinconia, perchè solo voi riuscite a far sì che un sorriso riesca a coprire le mille delusioni che inevitabilmente si vivono e che ultimamente hanno sotterrato il mio morale.
Ci sono la Lucia e la Moltri, sempre così contente di fare educazione fisica, la Bea, la colonna della classe, quella che alza la media di essa a un dignitoso 5!!! La nostra carissima Corni, un nome, un perchè (e questo perchè non sarò certo io a spiegarvelo), la Shhhhtèèèèèèfi, la mia pappona, il mio spirito affine (pensi solo a quello, zoccolaaaaaaaaaaaaaa!), la Clara e le sue foto artistiche (e in nome dell'arte io non ci compaio mai!!!), la Lucy, la mia sgnacchera che riesce sempre a mostrare il sorriso, la Flo, la donna con una carica di vita spaventosa ("Flo, andiamo a vedere S.Maria Novella adesso" "yu-uh"), la Giulia patataaaaaaaa e la Michi, diligentissime rappresentanti di classe, la Pina che si è improvvisamente scoperta lesbica (minchia Pinaaaaaaaaaa ora ci possiamo mettere insieme ufficialmente!), la carissima Ale Galli (le nostre pause sigaretta che durano tre quarti d'ora e le fughe dalla cardile in cortile!!!), la Viviiiiiaaaaanaaaaaa, che quest'anno, più degli altri, ho scoperto essere una grandissima amica, quella gran rompicoglioni della Petra e il suo rigonfialabbra (Petra ti amoooo), la Uxor Lotti, colei con la quale ho passato le ore più liete della mia vita a sfottere l'intero corpo docenti in tutti i modi, la Marghe, la cui frase appena entra in classe è "ragazzi, non so un cazzo, non ho aperto un libro", la Franci, che non so come abbia fatto a sopportarmi come vicina di banco, i tre vires illustres Chicco, un sedere un perchè (e questo perchè, a differenza del precedente, ve lo spiego volentieri!), l'uomo col quale mi diletto nel giuoco delle carte nell'ora di religione, Andrea, il cavallo che si mette il 20 dicembre i pantaloni corti, Daniel... l'altro vicino di banco, la mia roccia, la mia seconda mamma che mi allaccia i pantaloni nel momento del bisogno, lo stesso Daniel che ancora mi deve un euro!!! E la Bable?? ahahahaha povera FaBOOOOO, se non sei finita al manicomio quest'anno con i nostri "Fable Able Bable" , non avrai più problemi di mente fino ai 100 anni!!! E per ultimi i miei due angeli, che soprattutto in questo momento stanno cercando di confortarmi in tutti i modi possibili, ma con voi, lo sapete, è molto più bello ridere e scherzare, anche se mai come ora mi rendo conto che le mie stampelle siete voi, anche se da un mese a questa parte ne ho fatto a meno di voi, strisciando a terra, guardando in basso, con gli occhi e il cuore appannati e sbiaditi da quelli che ormai sono ricordi... Laura e Laura, grazie della vostra amicizia.
Eh no! Non è finita!! Mi sono dimenticata di Morris... il compagno fantasma, che nel bel mezzo delle lezioni apre a sorpresa la porta e la Petra si incazza perchè la deve chiudere!!!Ahahahah
Compagni
VI GGIURO VI VOGLIO BBENE!!
grazie dei bellissimi momenti insieme, tutti i giorni
II A UNITA NELLA COATTEZZA E NELLA MISTCANZA
02 juni vasco docet....Vivere E' passato tanto tempo Vivere E' un ricordo senza tempo Vivere E' un po' come perder tempo Vivere e sorridere Vivere Vivere E' passato tanto tempo Vivere Vivere E' un ricordo senza tempo Vivere Vivere E' un po' come perder tempo Vivere e sorridere dei guai Proprio come non hai fatto mai E poi pensare che domani sarà sempre meglio Oggi non ho tempo Oggi voglio stare spento Vivere e sperare di star meglio Vivere e non essere mai contento Vivere e restare sempre al tempo Vivere come ridere Vivere Vivere Anche se sei morto dentro Vivere Vivere E devi essere sempre contento Vivere Vivere E' come un comandamento Vivere o sopravvivere Senza perdersi d'animo mai E combattere e lottare contro tutto contro Oggi non ho tempo oggi voglio stare spento Vivere Vivere E sperare di star meglio Vivere Vivere E non essere mai contento Vivere Vivere E restare sempre al vento A vivere e sorridere dei guai Proprio come non hai fatti E poi pensare che domani sarà sempre meglio Vivere E' passato tanto tempo Vivere E' un ricordo senza tempo Vivere E' un po' come perder tempo Vivere e sorridere Vivere Vivere E' passato tanto tempo Vivere Vivere E' un ricordo senza tempo Vivere Vivere E' un po' come perder tempo Vivere e sorridere dei guai Proprio come non hai fatto mai E poi pensare che domani sarà sempre meglio Oggi non ho tempo Oggi voglio stare spento Fiuuuuu Fi Fu Fiuuuuu Fi Fu Fiuuuuu Fu Fi Fiuuuuuu Fiuuuuu Fi Fu Fiuuuuu Fi Fu Fiuuuuu Fu Fi Fiuuuuuu Vivere e sperare di star meglio Vivere e non essere mai contento Vivere e restare sempre al tempo Vivere come ridere Vivere Vivere Anche se sei morto dentro Vivere Vivere E devi essere sempre contento Vivere Vivere E' come un comandamento Vivere o sopravvivere Senza perdersi d'animo mai E combattere e lottare contro tutto contro Oggi non ho tempo oggi voglio stare spento Eeeeeeeh eh eh eh eh Vivere Vivere E sperare di star meglio Vivere Vivere E non essere mai contento Vivere Vivere E restare sempre al vento A vivere e sorridere dei guai Proprio come non hai fatti E poi pensare che domani sarà sempre meglio Eh Eh eh eh eh Vivere E' passato tanto tempo Vivere E' un ricordo senza tempo Vivere E' un po' come perder tempo Vivere Eeeh e sorridere Vivere Vivere E' passato tanto tempo Vivere Vivere E' un ricordo senza tempo Vivere Vivere E' un po' come perder tempo Vivere e sorridere dei guai Proprio come non hai fatto mai E poi pensare che domani sarà sempre meglio Oggi non ho tempo Oggi voglio stare spento Fiuuuuu Fi Fu Fiuuuuu Fi Fu Fiuuuuu Fu Fi Fiuuuuuu Fiuuuuu Fi Fu Fiuuuuu Fi Fu Fiuuuuu Fu Fi Fiuuuuuu Vivere e sperare di star meglio Vivere e non essere mai contento Vivere e restare sempre al tempo Vivere come ridere Vivere Vivere Anche se sei morto dentro Vivere Vivere E devi essere sempre contento Vivere Vivere E' come un comandamento Vivere o sopravvivere Senza perdersi d'animo mai E combattere e lottare contro tutto contro Oggi non ho tempo oggi voglio stare spento Eeeeeeeh eh eh eh eh Vivere Vivere E sperare di star meglio Vivere Vivere E non essere mai contento Vivere Vivere E restare sempre al vento A vivere e sorridere dei guai Proprio come non hai fatti E poi pensare che domani sarà sempre meglio Eh Eh eh eh eh Vivere E' passato tanto tempo Vivere E' un ricordo senza tempo Vivere E' un po' come perder tempo Vivere Eeeh e sorridere Vivere Vivere E' passato tanto tempo Vivere Vivere E' un ricordo senza tempo Vivere Vivere E' un po' come perder tempo Vivere e sorridere dei guai Proprio come non hai fatto mai E poi pensare che domani sarà sempre meglio Oggi non ho tempo Oggi voglio stare spento Vivere e sperare di star meglio Vivere e non essere mai contento Vivere e restare sempre al tempo Vivere come ridere Vivere Vivere Anche se sei morto dentro Vivere Vivere E devi essere sempre contento Vivere Vivere E' come un comandamento Vivere o sopravvivere Senza perdersi d'animo mai E combattere e lottare contro tutto contro Oggi non ho tempo oggi voglio stare spento Vivere Vivere E sperare di star meglio Vivere Vivere E non essere mai contento Vivere Vivere E restare sempre al vento A vivere e sorridere dei guai Proprio come non hai fatti E poi pensare che domani sarà sempre meglio Vivere E' passato tanto tempo Vivere E' un ricordo senza tempo Vivere E' un po' come perder tempo Vivere e sorridere Vivere Vivere E' passato tanto tempo Vivere Vivere E' un ricordo senza tempo Vivere Vivere E' un po' come perder tempo Vivere e sorridere dei guai Proprio come non hai fatto mai E poi pensare che domani sarà sempre meglio Oggi non ho tempo Oggi voglio stare spento Vivere e sperare di star meglio Vivere e non essere mai contento Vivere e restare sempre al tempo Vivere come ridere Vivere Vivere Anche se sei morto dentro Vivere Vivere E devi essere sempre contento Vivere Vivere E' come un comandamento Vivere o sopravvivere Senza perdersi d'animo mai E combattere e lottare contro tutto contro Oggi non ho tempo oggi voglio stare spento Vivere Vivere E sperare di star meglio Vivere Vivere E non essere mai contento Vivere Vivere E restare sempre al vento A vivere e sorridere dei guai Proprio come non hai fatto mai E poi pensare che domani sarà sempre meglio 24 mei ..Il mare è in tempesta: il forte vento fa sì che si formino gigantesche onde che sbattono violentemente contro un enorme scoglio, che sembra resistere all’impetuosità del temporale e resta lì fermo, apparentemente imperturbabile nella sua maestosità. Ma cosa vedo su di esso? Un minuscolo granchio che si dimena agitato, cercando invano rifugio dalla tempesta. Un’onda ancora più grande e violenta lo trascina via, il povero granchio, impotente, si confonde nella burrascosa distesa d’acqua e viene prepotentemente obbligato a seguire il potente flusso della corrente. Lo vedo dimenarsi invano, un essere così minuscolo e fragile non può fare altro che rassegnarsi a seguire, seppur suo malgrado, la corrente. L’ho perso di vista, ma so che finchè non cessa la burrasca il granchio è costretto a vagare disperato per il mare. Ciò che ancora vedo invece è lo scoglio, che accoglie indifferente le onde. Ma chi tra il granchio e lo scoglio avrà la meglio? In questo momento lo scoglio di sicuro: è ancora lì fermo e immobile, ma una volta tornato a riva, il granchio, memore della paura e dello sconforto provati, alla prossima tempesta si rifugerà e ne uscirà indenne, mentre il maestoso scoglio, a lungo andare, verrà inevitabilmente e inesorabilmente eroso dall’acqua, per la presunzione di essere in grado di resistere a tale impetuosità. A volte è meglio lasciarsi trasportare da un torrente. A volte è meglio essere piccoli granchi piuttosto che grandi rocce. 13 mei dallo tu un cazzo di titoloDopo un fin troppo lungo periodo di decadimento fisico e morale (sta a voi immaginare la causa...), la recente distorsione al dito è stato un eloquente segnale di distorcimento di coglioni, se li avessi avuti, a stare così a terra per un qualsiasi motivo...BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA, me lo dico da sola, mi tiro pugni in testa, sperando che da essa escano le parole e tutti i ricordi, così che possa serenamente tornare ai miei trastulli quotidiani senza che la tristezza mi invada e soprattutto mi impedisca di godermi appieno (mi auguro che non sia una parola "alla terrona", che vi piacciono tanto!) le persone che contano VERAMENTE, quelle che mi sono sempre state e che sempre mi saranno vicine, che mai mi faranno soffrire, che mi capiscono in tutto e soprattutto, quelle che mi dimostrano a gesti ciò che sostengono a parole... Ok, basta fare i sentimentali, ho decisamente cambiato bandiera... anzi, c'è stato un vero e proprio ritorno di fiamma al cinismo puro... e così siamo tornati al punto di partenza...perchè la vita è un cerchio e noi ci giriamo intorno... anche se questa più che altro è Nunziologia e non rubo parole al mio esimio collega ("scUUUUUUUsAAAAaami eleonOOOOraaa, fammi lavorare orcoooo cccciùda!!!")... Bè che dire? Spero veramente di essere tornata a quei tanto cupi, ma così adorabili albori, quelli in cui MAI mi sarei sognata di mettermi a scrivermi poesie se non per insultare colei la quale ha fatto sì che il mio entusiasmo nei confronti della vita si affievolisse fino a considerare la stessa un barile in cui inserire merda (chi è questa santa donna? èèèèècchiaro, la Giuseppina Rosaria (mi pare) ALFIA)... D'altronde dopo ogni viaggio c'è sempre un ritorno, no? 30 april che merdaC’era una volta una bambina che, curiosa e appassionata di piante, un giorno decise di coltivarne una. Scelse un bellissimo albero che sapeva avrebbe dato abbondanti e gustosi frutti, ma l’erba migliore per farlo crescere si trovava parecchio lontano da casa sua: pensate che per annaffiarlo doveva addirittura svegliarsi presto la mattina e camminare ben due ore! Ma guardarlo crescere e ammirare i primi boccioli che germogliavano era un’emozione impareggiabile, il cuore le rideva, nulla aveva più senso quando si sdraiava all’ombra di quel fresco e magnifico albero. E quando tornava a casa la sua mente era leggera e pensava solo al momento in cui avrebbe potuto giocare ancora indisturbata. Ma un giorno, dopo che ne passarono molti piovosi, si accorse che l’eccessiva acqua aveva spezzato tutti i rami, i quali giacevano inermi a terra. Il vento aveva sradicato il fusto, che era rotolato via chissà dove. La bambina capì che quell’albero, che tanto aveva amato, alle cui cure aveva dedicato per due mesi anima e corpo, non avrebbe mai dato frutti. Sapeva di non meritarselo: lei non aveva sbagliato niente, l’albero sarebbe cresciuto forte se non fossero intervenuti la pioggia e il vento. Piangeva, di tristezza e di rabbia, perché sapeva che le sue fatiche non erano servite a nulla. Ma può una bambina controllare acqua e aria? Ma soprattutto: può una bambina conoscere la grandezza di acqua e aria? Si era illusa di poter coltivare il suo bellissimo albero senza tenere conto delle forze che inevitabilmente prima o poi sarebbero intervenute su di esso; sapeva della loro esistenza, ma allo stesso tempo aveva avuto la presunzione che ce l’avrebbe fatta da sola, che avrebbe per sempre avuto la possibilità di godersi la pace sotto l’albero e magari di assaggiarne i frutti, quelli per i quali lei stessa aveva tanto duramente lavorato. Che cosa le resta ora? Non ha nulla in mano. Quelle stesse mani che fino a poco tempo prima usava per abbracciare la corteccia del suo albero, per vedere, giorno per giorno, di quanto fosse aumentato di diametro, adesso, toccandosi tra di loro, constatano quanto le loro dita siano piccole e si chiedono come abbiano potuto far crescere una cosa così imponente. Anche se adesso l’albero non c’è più, mai la bambina dimenticherà gli sforzi fatti, mai dimenticherà come, in seguito a essi, era diventato così bello. Pioggia e vento ci saranno sempre, hanno strappato dalle mani di quella bambina una cosa per lei bellissima, ma non riusciranno a cancellare dal suo cuore il ricordo di quella cosa bellissima che per sempre vivrà in lei. 09 april momentiPerchè ci sono momenti nei quali la spensieratezza ti abbandona, momenti che ti ricordano quanto sei fragile e insicuro, momenti in cui non vorresti fare altro che sbattere la testa contro il muro, momenti di tristezza, momenti di nostalgia, momenti in cui capisci che nulla andrà bene come sta andando o come vorresti che vada, momenti in cui nessuno sembra in grado di aiutarti, momenti in cui smetti di confidare persino nell'unica ma vana certezza che hai...Possono durare un istante, un minuto, un'ora un giorno, una vita... Ma sono solo momenti vero? Che cosa prevale, ciò che siamo abituati a mostrare quotidianamente o queste improvvise sensazioni, che ci colgono impreparati e dunque tendono a sopraffarre la nostra solita personalità? Oppure sono il lato oscuro di essa, quello che si nasconde, ci studia da tempo e ci attacca e noi ci illudiamo che sono solo "momenti"?
In questi casi, la minima stupidaggine può farti crollare, demolire ogni piccola certezza costruita giorno per giorno... E ti senti come un bambino sulla sabbia che con secchiello e paletta aggiunge dei pezzi al suo castello, col sorriso sulle labbra perchè diventa sempre più grande, quando all'improvviso si mette a piovere e arriva il vento e del castello non è rimasto altro che un pugno di sabbia ai tuoi piedi. Stringi forte la paletta, che ti aveva permesso di costruire una cosa così bella, ma di essa non ti resta che il ricordo e amare lacrime che si confondono con la pioggia. Anche quando sarai grande non potrai fare a meno di pensare a quel castello che non sei mai riuscito a finire... Sono solo momenti questi? 17 maart ispirazione poeticaHo notato che è passato un bel po' di tempo dal mio ultimo intervento... questa raccolta di cazzate si fa sempre più ridotta... e non va bene!!! Oltre a quelle in classe, è opportuno che tutti, anche a casa, siano deliziati da ciò che mi passa per la testa... Oggi a scuola per fortuna la nostra cara Cardile è stata male, dico per fortuna perchè così siamo usciti un'ora prima, sapete che lei è la mia insegnante preferita e non potrei mai godere delle sue sofferenze!!!!! Sarebbe molto crudele da parte mia, soprattutto perchè lei è così buona con me... mi adora... non vuole che la mia collezione di 3 possa essere in qualche modo lesa da un insignificante 6... credo che per me abbia progetti da Guinnes dei Primati e io ne sono onorata, così tanto che oggi le ho dedicato una bella poesia, che la dolce Laura mi ha imposto di rendere pubblica alla popolazione di msn... Per la gioia dei vostri occhi , per rilassarvi dall'estenuante studio delle coniche in vista della verifica di domani, vi scrivo le parole uscitemi oggi direttamente dal cuore, stregato dalla grazia di quella donna che si spaccia per insegnante di matematica e fisica:
"La Giuseppina Cardile
vive in un porcile
da quando l'hanno sfrattata dal fienile
in classe non muove dito
lei è il mio mito
anche se la sua voce somiglia più a un barrito
la matematica è la sua passione
ma per noi è una frustrazione
chi la studia è un coglione
entra sempre tardi con il caffè
oppure deve pisciare il tè
fatto sta che ho la media del tre
e noi siamo felici
ci crogioliamo nell'ignoranza come chi impone l'ici
e la vorremmo stirare sotto la bici
quando suona la campana
inizia a strillare come una befana
"e cccccccccccccc'èèèèèèèèè fate i compiti per la prossima settimana!"
noi vogliamo scendere a fumare
quindi la mandiamo a cagare
e in matematica e fisica siamo nella merda più totale."
Buono studio a tutti, miei cari.
05 februari domani ritorno a scuola!! (uff)Rieccomi qui, a scrivere dopo giorni di stop, di cazzeggio e di malattia, la quale mi ha costretto a letto, senza possibilità di uscita e di soddisfare i miei bisogni (da quelli naturali e necessari ai più piacevoli non naturali e non necessari... in culo al nostro nuovo Buddha, Epicuro). La lunga agonia, segnata dall'elevatissima temperatura corporea di 37.1 gradi (e verso sera mi ha allarmato: è salita a 37.2!!!!), che comunque non mi ha impedito di farmi una vacanzina e di avere visioni ultraterrene, purtroppo mi ha reso ulteriormente analfabeta; inoltre ho perso qualsiasi voglia di alzarmi dal letto: mi sento un'80enne che minaccia col bastone i bambini che corrono in cortile. Purtroppo c'è anche questa monotona routine che non mi aiuta certo a sentirmi un essere pensante e socialmente utile: scuola-studio-uscire-dormire. Nulla al di fuori di questi ambiti mi è familiare o suscita in me particolare interesse, tutto ruota attorno alla scuola. Trattrasi di un sistema Voltacentrico, che vede il regio liceo immobile, e purtroppo incorruttibile, al centro dell'universo; e intorno a esso ruotano le stelle fisse, ovvero i libri, che, a loro volta, sono al centro di un minisistema celeste, che ha come satelliti i miei coglioni, che girano e girano e girano e girano e non si fermano più... Non continuo, altrimenti Nunzio mi accusa di eresia e mi esonera dalle sue interessantissime lezioni, più soporifere della favola della buonanotte, e io non riesco più a dormire!!! Nunzio a parte, anche se la disprezzo tanto, da un lato sono felice di ritornare a scuola, a torturare la mia carissima Corni, a esorcizzare la Pina, a bermi il caffè delle 8,9,10,11,12 con Daniel e dare a tutti voi, capre, lezioni di fisica!!!!! A domani cari compagni! Un bacione a tutti!! 20 januari Shopping con la De RosaVisto che la De Rosa mi ha ripetutamente assillato per tutta la mattina "fai un intervento cronachistico-sentimentale-comico (?????- solo lei sa che cazzo è) sulla giornata di ieri", per farla un po' contenta e per rendervi partecipi di quanto è rompicoglioni, vi narro con estremo piacere quanto accaduto ieri pomeriggio a Como. Ci siamo trovati di fronte a scuola, eravamo la Lau, la Lau (quella che ha rotto i coglioni a me e all'altra Lau), il nostro French e i suoi amici Mattia e Mattia (i quali da ieri fino alla fine dei tempi saranno invocati col nome di SANTI.. capirete perchè.. sempre per colpa della De Rosa ovvio!!!!!!!!!!!) e, dulcis in fundo, io. Prima siamo andati al Blunt perchè la Lau (la non De Rosa), doveva prendersi le All Star, per fortuna non quelle fucsia fosforescenti tamarre che ti accechi solo a guardarle, anche se ne era alquanto attratta... la De Rosa qui una cosa buona l'ha fatta... l'ha dissuasa dall'assurda convinzione che fossero scarpe adatte a un essere umano di media intelligenza (e Depi anche se non sei stata tu, fammi credere che ieri qualcosa di socialmente utile l'hai fatto sul serio!!!!!!!!). Appena usciti dal Blunt, abbiamo iniziato a sentire odore di catastrofe, il quale odore, a mano a mano che ci avvicinavamo al negozio prescelto dalla De Rosa per il suo shopping quotidiano (Mathis, quello attaccato al McDonald), si faceva sempre più intenso e sgradevole, soprattutto perchè miscelato al puzzo di fritto e topo morto proveniente dall' abominevole Mc. Giustamente, i tre uomini sono rimasri fuori, mente noi siamo entrate. Alla De Rosa il problema della fame nel mondo fa un baffo quando ci si ritrova davanti a dubbi amletici del tipo "Compro il vestito senza maniche o quello perfettamente identico ma con le maniche?? No, perchè so che potrebbe andare meglio quello senza, dato che sicuramente mi verrà caldo, ma come vestibilità mi sta decisamente meglio quello con le maniche però non so cioè bo potrei mettere un coprispalle su quello senza maniche però mi segna di più no sono troppo indecisa qual è che mi sta meglio? chiamate French". Alla fine, per chi possa essere interessato, la nostra Depi ha optato per il vestito con le maniche, e quelle tre buone anime di Fra, Mattia e Mattia hanno atteso un sacco di tempo fuori dal negozio senza mandarci a fare in culo nemmeno col pensiero, quindi abbiamo trovato cosa buona e giusta andarcene al Tezenis per i fatti nostri, mentre loro si ripigliavano al Mc con un panino. E quando li abbiamo nuovamente raggiunti, meraviglia delle meraviglie, abbiamo incontrato il nostro caro vecchio compagno Lester!! Che giornata di merda! No dai... fa sempre piacere rivedere Ottizzu, che, per fortuna, da lurido hippie vestito con le tende, è passato a un look che ha qualcosa che ricorda un essere umano. Salutato anche il caro Ottizzu, abbiamo nuovamente abbandonato i santi e abbiamo scortato la Lau fino al treno, e io sono rimasta da sola con la De Rosa... quando ho realizzato ciò, mi è venuta voglia di buttarmi nel lago gelido e aspettare di annegare o congelare (scherzo LaUUUUUUUUUUUUUUUUU!!!!!!!!!!), ma la voglia di fare l'aperitivo ha sopraffatto qualsiasi istinto suicida e mi ha restituito un briciolo di euforia, che subito si è estinto al pronunciare di quattro parole, apparentemente innocenti, ma che, dette dalla De Rosa, preannunciano cataclismi e tornadi: "Devo comprare le scarpe". Ci siamo recate da Bagatt, lei felicissima, io ancora di più, soprattutto quando mi sono specchiata e ho visto tornare i ricci sui miei capelli stirati con tanto amore solo tre ore prima; ma anche la dolce Laura non era da meno: infatti, sistemandosi davanti allo specchio, ha bloccato il passaggio al povero commesso... Sei un danno!!!! Anche da Bagatt è stata dura, ma ne sono uscita viva, altrochè l'Isola dei famosi... qui si tratta di "a fare shopping con la De Rosa a Como", che è molto peggio... Devi essere forte fisicamente (per reggere borsa, burrocaco, scarpe, vestiti, sacchetti, stare in piedi un sacco di tempo...) ma soprattutto devi avere quella sanità mentale che ti impedisce di cominciare a bestemmiare e mettere tutti i negozi di Como a fuoco e fiamme... E anche la Set, mia compagna di avventura ne sa qualcosa!!!
DEPINK TI VOGLIO BENE <3 LAU GRAZIE PER AVER CONDIVISO GIOIE E DOLORI <3 13 januari TEST!!!!! smerdatemi pure1. Mio nome: 6. Fumo? 25. Che soprannome mi daresti? 26. 3 parole per descrivermi?
06 januari ai miei compagniViste le lamentele ricevute riguardanti i miei interventi molto meteorologici e poco sentimentali, mi accingo a scrivere una pagina su di voi... voi, che mai cambiate, che ci siete sempre, pronti a offrire non solo la mano, ma tutto l'intero corpo per sfogarmi... detto questo, come non partire da lei...suppongo che voi abbiate già capito di chi sto parlando...ma è ovvio, della De Rosa, l'unica donna per la quale sarei disposta a passare dall'altra sponda, l'unica donna che mi invita a casa sua solo per soddisfare le sue più intime voglie (che io approvo con molto piacere!), soprattutto quando abbiamo dormito assieme... e chi se la scorda quella notte di fuoco?? Sesso a parte (spero vi rendiate conto che la mia è una parodia....quasi!), come sopravviverei senza la Depi.. che mi spiega fisica, che mi rompe i coglioni su gerry, che ci mette 80 anni solo a scegliere il colore della felpa da comprare, che la da agli egiziani (noo dai, lo so che non è vero!!!!)... Laura ti voglio bene!!! Anzi, ti voglio e basta.... Ma le Laure non sono finite... ce ne è un'altra... la mia vicina di banco preferita, quella con cui ho passato 3 mesi fantastici, a interrompere le lezioni con i nostri "PUUUUUUUUUUttana", "che cagataaaaaa", le risate, i pianti (e i miei inutili modi di consolarti che alla fine ti facevano ridere), le bamboline voo-doo sugli altri compagni, il nostro video alla "Uomini e Donne" (con la gentile collaborazione di Daniel, l'uomo ideale...anche te mi raccomando, vai sempre avanti a incazzarti con la tapparella!!!).. Più di recente annovero gli sputazzi che lanciavamo agli sfigati in piazza cavour a pattinare sul ghiaccio!!! e che dire delle stronzate rap con Federico (Kikko, quello di II A??? o mio diooooooooooooooooooooooo), l'uomo incazzato col mondo, ma dal sedere magnifico??... e si lo ammetto, sono stata stregata dal suo fascino...merito dei pantaloni col cavallo che arriva giù fino ai piedi e delle mutande color grigio-topo... sei meraviglioso!!! Ma c'è anche la Sbarbi-Ale che è meravigliosa... con la sua risata da foca a metà tra l'essere in calore e l'essere sul punto di morte, allieta sempre le mie giornate e i nostri "pomeriggi di studio", che finiscono sempre per diventare pomeriggi all'insegna del cazzeggio e del rimorchio di esseri inferiori (vedi il tipo "posso farvi compagnia??"..brrrrr che orrore); e come non citare la faBOOOOOOOO??? Ti ho lasciata volutamente x ultima perchè sei un caso a parte...non hai mai partecipato a una sola cazzata, tu, sempre attenta e diligente, sempre disposta a farmi i favori... ti adoro faBOOOOO.. soprattutto quando ti perdevi durante le lezioni e ti giravi verso di me per vedere se avevo scritto e mi trovavi col crucisomma, oppure quando ti ha interrogato in latino e pensavi ti stessi suggerendo mentre in realtà stavo borbottando i numeri del sudoku!!!muahahahahahahah...anzi mmmmmmmmmmmmmh, wraaaaaaaaaaaaaaa così ti spaventi un po'!! Fabo ti voglio bene, ma esci di più!! Non fare la vezza e vieni con noi a sputare ai pattinatori invece che a pattinare!!
Ragazzi, è proprio fantastico trascorrere le mattine e ogni tanto il tempo libero con voi... Conoscervi è stato uno dei più grandi piaceri degli ultimi anni e resterà per sempre uno dei ricordi più belli, ne sono sicura.. Non dimenticherò mai i momenti che stiamo trascorrendo insieme e le emozioni che mi regalate...grazie della vostra amicizia... a voi sembrerà strano, ma oltre a farmi ridere, riuscite anche a commuovermi... ma vi ammazzerei quando mi appioppate centri soprannomi (parmalat e milka vi dicono qualcosa???? grrrrrrr.....)!!!!!!!!!!!
Le cose da dire sono tante, ma spero di essere più esauriente dicendovi che VI ADORO e che non baratterei la vostra vicinanza nemmeno se mi regalassero subito il diploma!!! (tanto l'ho già comprato...e intanto voi studiate..pippe!!!)
(spero che non me ne vogliano gli altri compagni x non averli citati....ma lo sapete che anche voi ogni giorno mi riempite di allegria!!)
la vostra CARA eleonora 05 januari pioveGabriele D'Annunzio ha scritto un'ode alla pioggia, che l'ha colto di sorpresa mentre si spupazzava la zoccola di turno, la Eleonora Duse tra l'altro, nel bosco (ogni riferimento a fatti e persone realmente esistenti è puramente casuale!!!!!!)... povero frustrato... forse non sapeva che era il giorno di inizio dei SALDI!! saldi saldi saldi...e PIOVE!!! Così come ieri!! E no eh... Ieri sembravo un travione-per gioia vostra- con il rossetto e, cosa ancor più transgender, l'ombrellino leopardato!!nooo.. meno male che la Sbarbi mi ha soccorso con l'ombrellino arancione.. AI LOV IU... sennò che figura di merda?? Tanto valeva farmi un giretto alla Pretty Woman, o meglio, Pretty Travion, sulla Lomazzo...facendo roteare l'ombrellino leopardato, of course!!! Vabbè nel pomeriggio un po' ha smesso e mi sentivo di nuovo donna, ma scesa dal bus mi sono fatta la strada a piedi fino a casa (ovviamente sotto la pioggia perenne di Gironico), con una mano congelata perchè ero al telefono (dai che mi ha fatto piacerissimo parlarti!!) e, meraviglia delle meraviglie.. chiusa fuori di casa!!! Tanto i miei liscissimi capelli si erano già arresi nel tragitto fermata bus-casa, quindi il peggio era passato... Non mi sono nemmeno incazzata più di tanto...perchè io sono bella dentro!!! Seeeeee... Ma oggi ci sono i SALDI, S-A-L-D-I... e se i capelli si gonfiano per la pioggia, le magliette me le devo infilare dal sotto..... Neve... ti odio... ma non litighiamo più!!! |
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